Lo sporco gioco di Angela e del professor Unrat

Stamattina aprendo i quotidiani on line, c’era una sorpresa: la visita di Angela Merkel a Roma, peraltro saltata per ben due volte, è stata inghiottita da altro, come un fiume in un terreno carsico. In un dei maggiori giornali ormai da ascriversi  al rito montiano ortodosso, la notizia figurava addirittura sotto la vittoria di Santorum in due piccoli stati del sud razzisti e ottusi come il candidato che hanno scelto.

A pensarci la cosa è davvero strana anzi proprio non funziona: la signora Merkel  non solo è il capo di governo del Paese con cui abbiamo il maggior scambio commerciale, ma è anche quello che in Europa tira le fila di una dottrina economica da cui discendono direttamente le pesanti e per certi versi insensate manovre  in atto. Il silenzio discreto nella quale è caduta la visita pare davvero inesplicabile. Fosse stato per il premier ci sarebbero stati fuochi d’artificio e la signora Monti sarebbe stata spedita a comprare tortelloni ricotta e spinaci di cui la cancelliera – assidua vacanziera in Italia – pare sia ghiotta. Con conseguenze diplomaticamente disastrose quando infuriava Berlusconi, almeno in prima persona: adesso infuria sobriamente.

Ma probabilmente è stata la stessa Merkel a ordinare che la visita non fosse enfatizzata: le contestazioni che pure ci sono state avrebbero potuto mettere sotto cattiva luce la sua opera di tessitrice di una presunta quanto vuota stabilità europea magari fare cattiva impressione sui mercati. Ma soprattutto una visita da “padrona” avrebbe potuto danneggiare la campagna elettorale di Sarkozy in Francia. Tutta la costruzione messa in piedi dalla cancelliera ai danni della periferia europea potrebbe cominciare a sfaldarsi rapidamente nel caso di una vittoria socialista in Francia. E portare anche in patria a turbamenti non da poco. I socialdemocratici e i verdi tedeschi si stanno mobilitando e hanno ufficialmente detto che il pareggio di bilancio in costituzione non passerà (ovviamente va approvato anche in Germania) in assenza di “corpose misure per il rilancio della crescita». In poche parole la minoranza parlamentare tedesca ma presumibilmente la maggioranza se si tiene conto delle elezioni dei Lander sono assai più vicini al socialista Hollande che non alla stessa Merkel.

Chiaro che la cancelliera comincia ad avvertire la fragilità della sua costruzione e quindi va in giro a ricucire e a rassicurare i suoi cercando di fare di tutto perché Sarkozy vinca. Secondo uno scoop di Der Spiegel, peraltro non smentito,  «in colloqui riservati, la Cancelliera e i leader britannico, spagnolo e italiano hanno concordato di non incontrare lo sfidante socialista durante la campagna elettorale». Certo per isolarlo e dargli sponde internazionali. E’ così che va avanti lo sporco gioco della signora Angela e dei suoi ottusi camerieri tutti presi dal cercare di tenere chiusa quella polveriera che è diventata l’Europa. E non solo stanno attenti a non incontrare leader contrari ai loro deliri, ma anche di non dare molta pubblicità ai loro incontri per non dare l’idea di concertare i massacri sociali. Mezzucci, proprio dei personaggi mediocri e senza idee che sono, sia che abbiano il potere reale, sia che siano solo squallidi camerieri.

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2 responses to “Lo sporco gioco di Angela e del professor Unrat

  • barbara

    non fa una piega. Mi fa cadere le braccia il fatto che non ci siano commenti

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  • gandhi

    i commenti sono che gli italiani dovrebbero tirare fuori le p…lle ed iniziare a fare una serie di scioperi generali per far capire l’antifona a certi burocrati e politicanti itaGlioti…ma gli italiani ce l’hanno mai avute le p…lle ?

    …io, anche per esperienza personale, temo di no…

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