Il paradosso del mentitore

Sono circa 2600 anni che il paradosso del mentitore sorprende e insinua crepe nell’ordine logico della narrazione del mondo fin da quando fu formulato da Epimenide di Creta: tutti i cretesi mentono. Ma visto che lui era cretese stava mentendo, asserendo perciò stesso che i suoi concittadini dicono invece la verità? Oppure diceva la verità smentendo però l’assunto? La frase è indecidibile perché è autonegante. Dunque è vera e falsa insieme. Il paradosso, riscritto in altre mille forme e studiato da tutti i logici rappresenta qualcosa che nella realtà  è impossibile, almeno fino al gatto quantistico di Schroedinger.

Tuttavia a volte il reale che è l’insieme degli eventi fattuali e delle loro descrizioni ci va vicino e noi stiamo vivendo proprio in questi giorni una situazione di questo tipo. Le borse stanno rispondendo bene alla politica monetaria espansiva della Federal Reserve, così come anche il mercato del lavoro americano, anche se in ragioni così modeste da poter essere un semplice effetto statistico. Questo porta a una conseguenza benefica sul celebre spread dei nostri titoli che pur tenendosi costantemente sopra i 300 punti, a volte anche abbondanti, non sale con lo stesso vigore con cui si accavallano le cattive notizie per la nostra economia.  E qui veniamo al paradosso perché il governo si fa forte di questa circostanza per rendersi credibile e far accettare l’idea che sta lavorando bene, pur adottando una politica diametralmente opposta a quella espansiva che produce l’euforia di borsa e  il contenimento momentaneo dello spread.

Se poi come almeno due giorni alla settimana qualche evento o sensazione turba le borse  c’è una discesa del mercato e una risalita dello spread, allora si dice che la crisi morde ancora duro e per questo è ancor più necessaria la manovra restrittiva e chissà dove saremmo senza i tecnici. Il paradosso diventa pretesto e recita.

E così pure il premier riceve tante belle e gratuite pacche sulle spalle da Washington a Pechino, pur senza portare a casa nulla, ma rafforzando così una fiducia che è auto contraddittoria perché deriva esattamente dal contrario di ciò che sta facendo. Naturalmente il paradosso riguarda anche il resto dell’Europa e in particolare la Germania, titolare dell’idea di castrazione di bilancio: con il solo particolare che mentre questo clima generato dalla Fed tende ad aumentare il suo export, da noi ha l’effetto di un impoverimento generale.

Quindi meglio guardarsi dai paradossi e soprattutto da quelli dei mentitori.

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