Da Roma a L’Aquila: il paese dei campanelli

1)

Probabilmente molti avranno letto ( qui ) della grottesca vicenda che coinvolge uno dei chirurghi del Papa: 38 anni dopo aver riconosciuto come figlia naturale la bimba che la moglie aveva avuto da una precedente relazione, adesso, dopo la separazione, ha deciso di disconoscerla. Questo la dice lunga sulla filigrana umana che circola attorno al Vaticano, sull’assenza di “pietas” e oserei dire di normali sentimenti umani: la spia di un degrado etico e morale visibile ormai a occhio nudo, sotto la rutilante sceneggiatura devozionale.

La vicenda presenta aspetti giuridici complessi per non dire stravaganti visto che il neuro chirurgo, Giulio Maira, riconoscendo come propria la bimba affermò il falso, dando così origine a una  catena di bugie. Ma questa non è forse la cosa più interessante. Per evitare le fiamme dell’inferno o forse un’esclusione dal “giro” vaticano nella sua condizione di peccaminoso separato o Dio non voglia, divorziato, Maira ha chiesto alla sacra rota  l’annullamento del matrimonio e il tribunale ecclesiastico si è prontamente messo all’opera per trovare una giustificazione plausibile dopo 40 anni di unione. Pensa che ti pensa anche per non rinunciare alle generose offerte che gli annullandi sono soliti fare, hanno avuto una geniale idea: “Al momento del matrimonio, oltre 40 anni fa, era un giovane uomo insicuro”.

Difficile dire se una simile giustificazione che annullerebbe ipso facto qualunque matrimonio, derivi da una scarsa conoscenza del “mondo” o da una sua sfacciata navigazione a tutto tondo. Insomma se questi giudici preti ci sono o ci fanno. Così, in questa generosa e straordinaria gara di squallore, non si sa se il vince il chirurgo disconoscente o il tribunale ecclesiastico con le sue risibili considerazioni. Che sono davvero l”unica cosa pietosa in questa vicenda.

2)

L’Aquila, città martire del berlusconismo in fase narcisista prima ancora che del terremoto, non ha trovato di meglio che intitolare una propria strada a Mario Magnotta. Voi direte chi era costui? Uno scienziato, un filosofo, un partigiano, un sindaco meritorio, un poeta, un pittore? Nulla di tutto questo era un bidello arrivato a un certo grado di notorietà per via delle sue reazioni a uno scherzo telefonico fatto nell’86, cherzo che gli autori registrarono e diffusero ancor prima che la maggior parte dei cittadini italiani apprendesse dell’esistenza di internet e del protoccolo Tcp/Ip inventato,  dieci anni prima da Robert Kahn e Vinton Cerf, altro che Jobs. Per dire che la notorietà non si mai che strade possa prendere e come anche la titolazione delle strade segua regole bizzarre.

La registrazione dell’ultima delle telefonate  che potrete gustare qui  è divenuta celebre per una sequela impressionante di porco qui e madonna là, oltre che per una curiossima espressione “m’iscrivo ai terroristi” detta dopo aver minacciato di mettere una bomba nel negozio di elettrodomestici che gli richiedeva il pagamento di una lavatrice già comprata da anni. Nel complesso il tutto s’impose all’attenzione un po’ per l’accento curioso, un po’ perché era la voce di una provincia profonda al tempo stesso intimorita e sanguigna. Magnotta cui furono concesse delle comparsate televisive riparatorie per quelle vibranti cannonate al cielo, è morto nel 2009 quattro mesi prima del terremoto e davvero c’è da chiedersi se sia questa la voce che l’Aquila vuole ricordare a meno di non voler fare uno scherzo a stessa. E ce ne vuole dopo essere stata presa in giro da Silvio per molti mesi, non con la lavatrice, ma con la ricostruzione.

About these ads

Informazioni su ilsimplicissimus

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come. Vedi tutti gli articoli di ilsimplicissimus

4 responses to “Da Roma a L’Aquila: il paese dei campanelli

  • gisella rossi

    1) e meno male che la sacra rota (debitamente in minuscolo) non abbia provveduto all’annullamento per “non consumazione”…ma si sa, di fronte al dio quattrino i nostri vicini (purtroppo) di casa non guardano in faccia alle convenienze……

    2) l’aquila invece deve ancora soffrire del trauma per il terremoto, e così, tramortiti da cotanto shock dimenticano i propri dolori prima votando pdl alle provinciali, poi intitolando strade (ma dove, nell’aquila2 di silvio?) al signor mignotta….ops, scusa, magnotta…quando si riavranno chissà cosa penseranno di se stessi??

    Mi piace

  • Silvio

    Caro autore dell’articolo,
    probabilmente non sarai aquilano e aldilà delle ormai celeberrime cassette con lo scherzo telefonico a Magnotta, quasi sicuramente non hai avuto modo di conoscerlo personalmente.
    Bhè io invece lo conoscevo personalmente, come la stragrande maggioranza dei miei concittadini, e posso dirti che era una persona semplice, anzi un vero “sempliciotto” come si autodefiniva. Lavoro mediocre , istruzione mediocre, vita mediocre… Persone così ce ne sono migliaia in tutte le città e quindi ti sembra fuori luogo arrivare addirittura a intitolargli una strada.
    Ma è proprio questo il punto: grazie (o per colpa) di quello scherzo è diventato famoso lui, ma non solo. E’ come se la celebrità riguardasse tutte quelle persone che rappresentano la parte più folkloristica e colorita della società, derisi, ridicolizzati o peggio disprezzati.
    Non è solo Magnotta ad essere famoso, ma tutti quelli come lui, confermando che ognuno nella vita ha diritto al suo quarto d’ora di celebrità.
    E a parte lo stereotipo del vip snob e perfettino al quale da anni ormai aspiriamo, anche per colpa della tv e dell’innarrestabile necessità di apparire, siamo un po’ tutti Mario Magnotta in fondo ( bestemmie o non bestemmie) solo che rifiutiamo di riconoscerlo, come hai fatto tu con questo articolo.
    E se non sei aquilano, per favore non cercare di psicanalizzare noi aquilani.
    Se non sai cosa è stato il terremoto, non sai nemmeno che il ricordo di Magnotta invece non puo’ che strapparci un sorriso, riportandoci a quando avevamo una città e al sano piacere di una battuta, quando incontrando Mario e lo si canzonava bonariamente: ” Mario la lavatrice!!!”
    Grazie

    Mi piace

  • Anonimo

    Silvio, a me pare che hai confuso la luna col dito che la indica: Magnotta non ha niente a che vedere con questa faccenda. Chi sia stato o come sia arrivato alla notorietà non ha importanza. Il punto è: perchè intitolargli una strada? Soprattutto in un paese tuttora disastrato, abbondantemente perculato dal tuo omonimo di Arcore e saccheggiato da una marea di bei tomi per buona parte ancora risiedenti in Parlamento? Non c’e’ nulla di più urgente da fare che non intitolare una strada a una persona che deve la sua notorietà a degli scherzi telefonici alla radio, che è l’equivalente da web 1.0 dell’isola dei famosi?
    Per carità, meglio Magnotta che uno schifoso gerarca fascista magari zio di Gianni Letta, ma… ve l’ha ordinato il medico? E’ come se a Napoli, quando l’emergenza rifiuti era alle stelle, i clan si sparavano addosso quotidianamente, le casse vuote, il Comune avesse deciso di prendere la situazione in mano e cambiare il nome di Piazza Plebiscito in Piazza Giuseppe “Palo e’ Fierro” Bruscolotti. O a Palermo, cambiare viale Libertà in viale Franco e Ciccio. O corso “Er Piotta” a Roma.
    Non so se mi spiego.

    Mi piace

    • Silvio

      sei stato chiarissimo ma forse non mi sono spiegato bene io;
      é chiaro che la situazione a L’Aquila è tragica anche per i motivi che hai ricordato tu.
      Il fatto che sia stata intitolata una strada a Magnotta, non può ovviamente migliorare di nulla il degrado fisico e morale visto gli avvoltoi che hanno svolazzato e svolazzeranno ancora sopra la città.
      Ma il fatto è , che leggere via Mario Magnotta, non puo’ che evocare il ricordo di una persona e del suo scherzo, ed è inevitabile che ciò ti strappi un sorriso.
      Forse ti sembra nulla, ed in effetti è una minuscola briciola di buonumore in mezzo al mare di cacca in cui navighiamo ( e questo non è valido solo per L’Aquila), ma credimi è già tanto….

      Mi piace

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 5.713 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: