E arriva la psichiatria liberista

dummiesSe è morta una persona cara e tu provi dolore, bé non sei normale, ma hai un disturbo depressivo. Ora che un lutto possa portare ad una depressione non è affatto raro, ma che l’insieme di sentimenti ed emozioni che si provano siano di per sé patologici  è un buon affare per le aziende farmaceutiche, ma una sconfitta per l’intelligenza e l’umanità. Tuttavia questa ed altre terribili amenità sono racchiuse nel prossimo Dsm V, la versione aggiornata e corretta, anzi rivoluzionata, di quella sorta di testo sacro della psichiatria che è il Diagnostic and statistical manual of mental disorders di cui i media cominciano a parlare. Già il fatto che un  manuale costruito sulla realtà sociale degli States possa valere universalmente, risulta abbastanza stupefacente, ma non contraddittorio con quella “ideologia americana” che emerge sempre più chiara, man mano che le edizioni del Dsm aumentano di numero.

Il presupposto principale di questa ideologia, di chiara derivazione economico-politica, è infatti che il disturbo mentale prescinda dalle culture e dalle condizioni di vita, ma abbia un eziologia metabolica e fisiologica su base biochimica.  Da sempre psichiatria e psicologia hanno avuto il problema di disegnare il concetto di normalità per poter circoscrivere quello di patologia risolvendolo grosso modo con la capacità di adattamento funzionale ed emotivo all’ambiente, però alla luce del postulato “biologico” il concetto stesso di ambiente perde la sua relatività e la sua storicità, diventa una sorta di assoluto che si accompagna al postulato di egoismo e razionalità, predicato dell’ homo oeconomicus. La devianza diventa qualcosa di diverso: non si misura più sul rapporto più o meno problematico con “un” contesto, ma con l’unico contesto possibile rispetto al quale ogni minimo scostamento è già patologia.

Le analogie col concetto di pensiero unico sono evidenti e si materializzano nella nuova bibbia di prossima uscita in due modi: il primo considerando spie di una possibile malattia anche le differenze individuali del tutto “normali” che si discostino dal cammino di un ipnotico e ambiguo benessere che vi deve accompagnare anche nella più evidente alienazione della vostra vita. Se per esempio mangiate in abbondanza più di 12 volte in tre mesi allora dovreste andare dallo psichiatra perché potreste soffrire di un nuovo disturbo battezzato binge eating e se dopo la mezza età non avete una memoria di ferro, ecco che dovreste considerare la possibilità della demenza senile. Insomma nel lodevole tentativo di scorgere i prodromi di una possibile patologia, la vostra personalità viene psichiatrizzata. Il secondo, analogo nella sostanza e altrettanto apparentemente meritorio, è di rendere più elastici i confini tra normalità e disturbo, un’ottima cosa se non teorizzasse  la possibile patologizzazione delle differenze individuali. Naturalmente con un interesse evidente da parte delle aziende farmaceutiche, peraltro assolte in pieno separando la dipendenza da farmici dalle altre sindromi da dipendenza.

Questo però sarebbe il meno, perché gli psichiatri non sono così pazzi da non sapere come va il mondo. Il fatto è che una cosa sono le patologie gravi e invalidanti come la paranoia, la schizofrenia che certo hanno nei farmaci il trattamento di elezione, altro i disturbi lievi, altro ancora le caratteristiche personali tout court definite devianti perché non si adattano a un modello astratto costruito attraverso “narrazioni” spesso molto generiche che ci dicono come dovrebbe essere una persona. In questo senso si arriva al grottesco paradosso che si parla di disturbi di personalità, proprio negando il concetto stesso di personalità. Se poi tale modello viene definito ontologico poiché fondato esclusivamente su basi fisiologiche, è fin troppo chiaro che si dà per scontata l’invarianza della società, il porsi dei singoli verso di essa, ma anche il ruolo fondamentale che hanno anche i cosiddetti sentimenti negativi.

L’uomo “sano” del Dsm  e ancor più di questa nuova edizione è insomma una sorta di prototipo dell’idiota contento, funzionale alla visione liberista e reazionaria nella quale le dinamiche sociali sono azzerate e nella quale se non riesci ad accettare la subalternità, lo sfruttamento e l’iniquità, basta prendere la pillola giusta. E solo quando hai il potere sei davvero “normale”.

 

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10 responses to “E arriva la psichiatria liberista

  • Lalla

    guardate questo documentario, spiega molte cose, mi dispiace che sia così lungo(ogni puntata 1 ora), ma ne vale la pena.

    http://periferiaoccidentale.wordpress.com/2012/12/24/011-the-trap-1-la-trappola-cosa-e-successo-ai-nostri-sogni-di-liberta/

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  • What's real?

    Gran link Lalla, l’ho iniziato a vedere poco fa e ho sentito il bisogno di ringraziarti. Grazie! :)

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  • Anonimo

    Condivisibile, però c’è anche qualcosa di buono come ad esempio la de-patologicizzazione di alcuni disturbi (immaginati tali sino ad ora).

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  • Sandro

    Allora io sono completamente pazzo…

    cinque anni fà mi sono sposato e giusti 15 giorni dopo mia moglie viene mortalmente investita, col bimbo in grembo da una automobilista che a sua volta è morta per infarto un’istante prima della collisione….
    Mi rialzo e trovo un’altra donna che ho sposato l’anno corso. Quanto tempo è durato il matrimonio? …due mesi piu’ del primo, pure per investimento. Ho messo su 40 kg e “preso” un diabete con 100 unità di Lantus la mattina e 95 unità la sera…
    Cosa dovevo fare? suicidarmi?????
    Mi sono fatto far il by-pass gastro-intestinale e di kg ne ho persi oltre 75 x 165cm di altezza e anche il diabete non ce l’ho piu’
    Dato che che mi sono rialzato da tutto questo senza psichiatri, devo essere completamente pazzo!!!!

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  • Lalla

    ne sono contenta, pensa che la BBC l’ha mandato in onda nel 2007 IN PRIMA SERATA!!!! noi abbiamo Voyager…………………………………

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  • Lalla

    sei una persona forte Sandro, ma in questa società non va bene, devi essere debole e chiedere aiuto. Ti sono vicina.

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  • Frah Elopram

    Mi soffermo su una frase: ” la possibile patologizzazione delle differenze individuali “. La capisco. E per traslato capisco anche il riferimento al “pensiero unico”. Sono d’accordo? Solo in parte.
    Vi è di fondo una dicotonomia che appare in questo contesto “insanabile”.
    la negazione delle differenze individuali si affianca infatti ad un altro disegno di “indifferenziazione” a livello sessuale.. Donne sempre più androgine, uomini sempre più femminei.. Lo dico io? No. Alcuni studi di cui mi riservo di postare il link.
    L’elasticità dei ruoli , l’elasticità dei principi Yin e yang, ha perso la tenuta.
    Gaber avrebbe detto “Non tiene più l’elastico”. Ecco. Non tiene più.
    Spiegatemi perchè vedo la tesi vedo l’antisesi, ma non intravedo la sintesi…

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  • E arriva la psichiatria liberista | The Matteo Rossini Post | Scoop.it

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  • E arriva la psichiatria liberista | Matteo Rossini

    [...] See on Scoop.it – The Matteo Rossini PostSe è morta una persona cara e tu provi dolore, bé non sei normale, ma hai un disturbo depressivo. Ora che un lutto possa portare ad una depressione non è affatto raro, ma che l’insieme di sen…See on ilsimplicissimus2.wordpress.com [...]

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  • unmateamargo

    Sai che? Quelli da curare sono loro e, sinceramente, mi fanno tanta, ma proprio tanta pena.

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