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Carmelina Esposito spiegata a Monti

 Maria Verdi per il Simplicissimus

Intanto, mentre discutiamo la vita è questa. E’ quelladi Carmelina Esposito. L’ho conosciuta ieri mattina all’accoglienza a scuola. “Finalmente qualcuno che è contento di lavorare con un napoletano”, mi ha detto con quell’affabilità che di chi quasi si conosce  da sempre. Eh sì, la vita concreta è tremenda. Comela sua. Come la mia. La sua molto di più.

Sarà che mi è piaciuta subito con quello sguardo triste eazzurro là in fondo, vicino alla finestra, sarà che quando mi ha detto come sichiamava mi sono fatta in un baleno un viaggio tra retorica e speranza immaginandomi costiere e vulcani, bassi e bambini. Deve prendere la licenza media  È del 1964. Ma come mai non l’hai presa prima? le chiedo, perché quell’arianobile e la distinzione della sua parola spiazzavano le mie scontate supposizioni.“Eh, sa, l’ignoranza, mia madre non ha mai voluto. Ho fatto fino alla quarta elementare e poi a lavorare. Mia madre mi ha detto che una fallita come me non può prendere adesso la terza media. Mia madre ha 70 anni, mio padre 73, sono alcolizzati.”.

E così con poche parole è venuto fuori tutti,tutto il magma incandescente del conflitto, dell’essere scappata di casa da due anni e per questo essere la vergogna della famiglia di dieci figli perchéè l’unica a esser separata dal marito da cui è stata umiliata e vessata. “Ma come? Non lo sai che la vita coniugale è questa? Botte e corna e silenzio. Ma si sta lì al proprio posto, non si scappa.” Questo le hanno detto in famiglia e per questo nessuno le parla più.

Ostinata e infelice Carmelina lavora a Bologna come faceva a San Giorgio a Cremano in una casa di riposo. Quella di Bologna, dove lavora, il Sant’Anna, è molto grande con molti piani e molti degenti. Il lavoro è faticoso e per lei che non ha ancora la qualifica di OSS (Operatore socio sanitario) ancora di più perché chi ce l’ha già tra i compagni di lavoro lascia a chi ne è privo le incombenze più pesanti. “ Io voglio morire di lavoro, ma quandoè troppo è troppo. L’abbiamo detto a riunione” mi dice. Carmelina, non dirlo più che vuoi morire di lavoro per favore. Già sei viva per miracolo col marito che hai…due figlie che lavorano a Bologna e un figlio di dieci anni a Napoli col marito che al giudice ha detto che lei, col lavoro che fa, non ha tempo per accudire il figlio e così il figlio, il maschio, è stato affidato a lui. Carmelina,le ho detto, attenta che quello te lo alleva da maschio con la sua mentalità di padre maschio e tra qualche anno ti ritrovi un figlio nemico uguale al padre. Come non bastasse ad essere infelici, ecco che le figlie le hanno  fattoun bel regalo di Natale: lo passano col padre a Napoli. “ Mamma, non ti offendere”le hanno detto. E lei sempre remissiva e tenace ha incassato anche questo colpo . Però un po’ piangeva. E’ normale.

Ora deve prendere la licenza media , le serve per fare il corso OSS a marzo. Mi aiuti, spero che ce la faccio. Ma certo che ce la fai, non ti serve nessun aiuto. Ce l’hai già fatta, le ho detto. A fine gennaio fai l’esame per la licenza media. Farà il corso serale dove va già c’èun’altra sua collega siciliana che le darà un passaggio al ritorno “altrimenti andrò piedi o in autobus” mi dice sempre pronta al sacrificio dato per scontato e inevitabile. Un’altra sua collega siciliana frequenta il mio corso di pomeriggio. Tutte e tre per questa benedetta qualifica OSS.

La libertà, la sicurezza per il lavoro passa attraverso questi semplici passaggi a cui è legata la propria sopravvivenza. Ma c’è tutto un mondo  dietro di lei, tutta una mentalità e una politica che escludono. Una sofferenza che fa la sostanza della vita. Ne usciremo mai?

Intanto la realtà è anche la mia scuola ha 1.500 euro nel conto, che non paga nessuna supplenza, che tiene i collegi al buio per risparmiare.Un istituto comprensivo che ha due scuole elementari, due materne, una media, una degli adulti, una in carcere, anche se lì  almeno alla carta igienica ci pensa l’Interno. E così anch’io aspetto dei pagamenti…e anch’io mi impoverisco

I parametri della BCE non si toccano ha detto Monti. Ma perché debbono per forza andar bene i suoi parametri? Ma poi: vanno bene per che cosa? Per quali obiettivi economici? I Paesi dovranno avere i conti in ordine ed  essere infelici. Ma l’infelicità non è una categoria psicologica o intimistica, è una categoria sociale, un bene comune che dà sviluppo economico, che fa crescere. Bravo è stato lo studente di Bologna l’altra sera in tv… teneva testa a tutti. Altro che bocconiani, presenti, passati efuturi: sì anche quelli che hanno l’età di quello studente e che pensanodi risolvere la propria vita facendo la Bocconi. E’ proprio ai bocconiani chedobbiamo la nostra crisi, i derivati che i Comuni hanno comprato. Ma qualesalvataggio dell’Europa… l’America ci scarica addosso i suoidebiti, ci distrugge e chiama salvataggio la nostra disfatta condotta a tavolino e preventivata, Paese dopo Paese. Ci scarica addosso i suoi debiti, la sua falsa economia. I suoi debiti li ha comprati la  Cina. Così per paradosso l’Europa unita serve a colpire meglio i Paesi-bersaglio, così sono più facili da buttare giù uno dopol’altro come birilli.

L’ Italia ha adesso un governo che pare un consiglio di amministrazione di banche associate. Proviamo a indovinare di chi farà gli interessi…dei cittadini, forse?   Ho la sensazione che siamo caduti dalla padella alla brace e alle prossime elezioni non mi meraviglierei se rivincesse Berlusconi anche se non si candidasse più. Adesso la sinistra dice che non ha voluto le elezioni per responsabilità verso il Paese, ma la  verità è che il lavoro sporco lo lascia fare al governo tecnico e poi, una volta concluso con le vittime a terra, va alle elezioni sperando di vincerle.

Ecco il  “roseo futuro” che ci aspetta.


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