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Zì Chichi… ovvero l’Ars di Pirandello

0Licia Satirico per il Simplicissimus

«Sarei felice se la Sicilia fosse piena di centrali nucleari»: questo l’esordio di Antonino Zichichi come assessore ai beni culturali della giunta Crocetta. L’utopia dell’isola nucleare è stata illustrata dall’ottantatreenne scienziato durante la trasmissione “La zanzara” di Radio 24 con una metafora degna del Poldo di Braccio di Ferro: «immaginate di avere una macchinetta dove metti un euro ed esce un panino e una macchinetta sempre identica, dove metti sempre un euro ed escono un milione di panini. Voi cosa scegliereste? Un milione, è chiaro. Questo è il vantaggio dell’energia nucleare per l’essere umano». Il problema della sicurezza è un dettaglio trascurabile a cui si può porre rimedio con persone affidabili: «Fukushima e prima ancora Chernobyl si spiegano col fatto che la tecnologia nucleare è stata messa in mano a irresponsabili. Servono centrali sicure e controllate, costruite da veri scienziati. Tutto qui».

Tutto qui? L’immagine del milione di panini ricorda la celebre sequenza di un film di Fantozzi in cui il ragioniere scovava pane in ogni angolo della casa – armadi cassetti frigo forno – per essere infine assalito dal leggero sospetto di un comportamento anomalo della moglie. Ovviamente il problema non è questo, sebbene la gragnola di panini esprima bene l’insensatezza di certe tecnologie di fronte ai limiti della natura umana. Il problema è che l’utopia di Zichichi non prevede l’interrogativo “voi cosca scegliereste?”, assai più realistico in quest’area di appartenenza geografica, né lo scempio del territorio e nemmeno i due fenomeni che funestano i sogni arroganti degli scienziati: la fatalità e la stupidità.

Una cosa è innegabile: i fatti dimostrano che la tecnologia nucleare è stata messa in mano a irresponsabili, che a volte diventano assessori ai beni culturali. Zichichi sogna impianti nucleari accanto alla Valle dei Templi, nel Val di Noto patrimonio dell’umanità, forse a Ortigia, a pochi passi dall’orrenda raffineria di Priolo che trasforma la pioggia in schiuma biancastra, o magari vicino allo Stretto, dove si cela – cattiva e paziente – una faglia sismica che non ha nulla da invidiare a quelle del Giappone. Sogna ad occhi aperti scienziati diligenti, incorruttibili, instancabili, che trasformino il luogo in cui Zichichi non vive più da decenni in un incubo sospeso tra Ray Bradbury e Mario Puzo.
Probabilmente Zichichi non sa nemmeno che l’Italia ha detto no al nucleare con un referendum e che la Sicilia è parte – derelitta ma viva – di questo Paese. Le numerose reazioni (non nucleari) alla gaffe del galileiano assessore hanno ricordato anche questo, mentre l’imbarazzatissimo Crocetta-Pilato se ne lava le mani: Zichichi ha espresso solo un’opinione personale, diversa da quella del governo della Regione.

Nelle stesse ore in cui si insedia l’Assemblea Regionale Siciliana, ci chiediamo cosa attenderci da una giunta di persone prestate alla politica. La prima tentazione è quella di restituire il prestito prima di dover pagare interessi altissimi. Nel caso di Zichichi, i dubbi sono ancora più consistenti: invece di dire qualcosa sulle strane relazioni d’affari tra il figlio Lorenzo e l’imprenditore Gaetano Mercadante, in carcere con l’accusa di aver sottratto alla Regione Sicilia 19 milioni di euro lucrando giusto sui biglietti d’ingresso nei siti culturali, lo scienziato straparla di centrali nucleari.
Attendiamo ansiosi le dichiarazioni di Crocetta sul conflitto d’interessi della famiglia Zichichi. La giunta siciliana, più che mai alla ricerca di un centro di gravità permanente, si perde già tra intrecci parentali e isotopi radioattivi? Una cosa è certa: in questa terra di sognatori lambita dal mare, la percentuale di stronzio è ben oltre il livello di guardia.


La giunta siciliana: “Eppur non si muove”

8232331865_1ce70fbb23Licia Satirico per il Simplicissimus

La rivoluzione copernicana annunciata da Rosario Crocetta stenta a decollare per una serie quasi incredibile di incidenti di percorso. La giunta neonata perde pezzi o li ritrova, peggio ancora, ammaccati e opachi. Francesca Basilico D’Amelio, assessore all’economia sospettata di essere un’infiltrata di Monti nel governo siculo, si è dimessa adducendo l’impossibilità di visitare la Sicilia nei prossimi due mesi. La Basilico è stata presto sostituita da Luca Bianchi, direttore dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Poi è toccato a Patrizia Valenti, accusata di slealtà dallo stesso Crocetta per non avergli fatto sapere di essere sotto processo per omissione d’atti d’ufficio. Annunciando nei giorni scorsi le sue dimissioni, la Valenti ha pubblicamente ringraziato l’Udc per la fiducia accordatale. Pare che in casa Udc le dimissioni forzose della Valenti – un tempo vicina al Pdl – non siano state gradite, al punto che proprio oggi la Valenti è stata riconfermata assessore alle autonomie locali (dietro imposizione, si sussurra, di Giampiero D’Alia): l’indulgenza cristiana ha prevalso sui processi terreni.

Ma il problema più grave riguarda l’assessore carismatico per eccellenza, quello che avrebbe dovuto dare lustro alla Sicilia per la sua storia scientifica e il suo prestigio personale: il lettore di Galilei, il teorico dell’isotopo, il giovane dentro Antonino Zichichi nominato assessore ai beni culturali. Zichichi resta vittima dell’antico problema biblico del figliol prodigo, più noto ai laici come conflitto d’interessi. Lorenzo Zichichi, cinquantenne figlio primogenito dello scienziato, è azionista di maggioranza della casa editrice “Il cigno – Galileo Galilei”: si tratta di una società attiva nel campo delle pubblicazioni artistiche e scientifiche che però, negli ultimi anni, ha esplorato con profitto universi paralleli. La “Cigno” – due milioni di euro di ricavi nel solo 2011 – è in fiorenti rapporti d’affari con “Novamusa”, al centro di un’inchiesta della magistratura palermitana sui servizi nei musei.

Gaetano Mercadante, presidente di “Novamusa”, è stato arrestato mercoledì scorso con l’accusa di aver sottratto alla Regione Sicilia 19 milioni di euro derivanti dalla vendita dei biglietti d’ingresso nei principali siti culturali siciliani. Zichichi jr è stato socio di Mercadante in lucrosi appalti aggiudicati in Sicilia e in mezza Italia. “Il Cigno” e “Novamusa” hanno puntato invano, tra le altre cose, alla gestione dei teatri di Taormina e Siracusa. La questione è degna di nota perché “Il Cigno” e “Novamusa” hanno presentato ricorso al Tar Sicilia per l’esclusione dalle gare e i giudici amministrativi devono ancora esprimersi sul merito. In sostanza, Zichichi junior si trova in giudizio contro l’assessorato guidato da Zichichi senior, anche se il figlio di Zichichi ha dichiarato in queste ore di aver abbandonato la battaglia legale intrapresa da “Novamusa”. Immaginiamo che Galilei, a questo punto, si stia rivoltando nella tomba e pensi, dall’aldilà, all’abiura nei confronti della famiglia Zichichi.
In attesa di capire se le relazioni pericolose tra Mercadante e Lorenzo Zichichi fossero speculative o peculative, si discute dell’opportunità della permanenza di Zichichi senior giusto nel campo dei beni culturali in cui bazzica tanto disinvoltamente il figlio. Crocetta ha dichiarato, sconsolato: «voglio capire, voglio approfondire la questione. Datemi tempo, qui c’è un caso dopo l’altro. Non sono un santo».

A 35 giorni dalle elezioni, il governo del non santo scivola sullo scienziato: una circostanza che dà tutto un altro colore alle recenti dichiarazioni di Battiato all’Huffington Post. L’assessore a turismo e spettacolo ha detto che Crocetta sta lavorando bene perché non sta chiamando politici, anche se poi ha precisato che non ci metterebbe la mano sul fuoco.
In questo momento di carne al fuoco, mani a parte, ce n’è tanta: c’è una giunta faticosa, disgregata, già minata da scandali e da sospetti palesi di incompetenza, come nel caso dell’assessore-studentessa Nelli Scilabra.
Tra volenterosi antipolitici, politici indagati e non politici afflitti da problemi tipicamente politici passa sotto silenzio pure il tentativo meritorio di Crocetta di ridurre gli stipendi di funzionari e dirigenti regionali.
Il problema è che non si può fare politica rinunciando alla politica. L’etica della responsabilità non passa necessariamente attraverso personaggi di rilievo, di conclamato spessore culturale e sicura inesperienza gestionale. Per semplificare le cose, ci auguriamo almeno che il prossimo assessore della via Crucettis al governo regionale non abbia figli. I figli illustri sono tolemaici, non copernicani: nel nostro Paese tutto ruota attorno a loro, con buona pace di Galileo.


Sicilia, la giunta delle armonie celesti

Licia Satirico per il Simplicissimus

Dopo quasi un mese di gestazione, la giunta a lento rilascio del neogovernatore Rosario Crocetta si arricchisce di altri elementi e finalmente si completa: Franco Battiato andrà al turismo, Lucia Borsellino alla sanità, Antonino Bartolotta, segretario Pd a Messina, alle infrastrutture. In quota Udc sono il dirigente Dario Cartabellotta, che avrà la delega all’agricoltura, Ester Bonafede, sovrintendente dell’orchestra sinfonica siciliana, che avrà la delega a lavoro e famiglia, e Patrizia Valenti, ex presidente del consorzio autostrade ed ex vicina al Pdl, con competenza alle autonomie locali. Lo scienziato cattolico Antonino Zichichi diventerà assessore ai beni culturali, la studentessa Nelli Scilabra si occuperà della formazione, la sindacalista Mariella Lo Bello si occuperà del territorio e Francesca Basilico D’Amelio, dirigente del ministero dello sviluppo economico, coordinerà l’assessorato all’economia. Questi ultimi due nomi sono stati rivelati ai giornalisti dallo stesso Crocetta, a seguito di passaggio di pizzini, durante la conferenza stampa di ieri. Il neogovernatore si è confuso sulla Lo Bello, chiamandola Di Maggio, e non ha saputo fornire nessuna indicazione sulla storia politica della Basilico, che qualche malevolo considera un’infiltrata montiana in Trinacria.

Non sono certo solo queste le perplessità legate alla formazione tormentosa della giunta Crocetta, accompagnata da veti incrociati di Pd e Udc, scatti d’orgoglio del nuovo governatore, nomine extrapolitiche e tentennamenti costanti come quello del titubante Battiato: un non assessore che non accetta e non rifiuta, assistito da un team di assessori- ombra per dissimulare la sua non presenza. Crocetta insiste sul fatto che palazzo d’Orléans debba aprirsi ai giovani, ma riesce a colorire la sua affermazione di riflessi paradossali.

Troppo giovane – nel senso della totale inesperienza politico-amministrativa – appare infatti Nelli Scilabra, classe 1984, studentessa di giurisprudenza cui è toccato il fondamentale assessorato alla formazione. L’assessorato in questione, oggetto di attenzione costante da parte della Corte dei conti, è una specie di triangolo delle Bermude dove nel solo 2012 sono transitati 455 milioni di euro: risale a pochi giorni fa la condanna per danno erariale a carico dell’ex assessore Mario Centorrino e del dirigente generale Gesualdo Campo a causa dei finanziamenti fuori budget ai corsi di formazione professionale, sinora affidati a una costellazione di enti – con 8.612 dipendenti – gestiti in modo bipartisan da mogli e parenti di deputati siciliani. Beninteso, la gestione parental-clientelare non basta a rendere concreto il miraggio dell’occupazione: solo un allievo su dieci ottiene un impiego grazie alla qualifica acquisita, a differenza di tutti quelli che scelgono come lavoro la gestione di corsi per aiutare i giovani a trovare lavoro. La disoccupazione giovanile tocca punte del trenta per cento, sebbene la sola Unione Europea dal 2003 al 2010 abbia finanziato questi corsi con 1,5 miliardi di euro.

Crocetta sostiene che Nelli Scilabra sia la persona giusta al posto giusto, perché «questa formazione lottizzata ha bisogno di una giovane, perché la scuola di oggi non riesce a dialogare con gli studenti e perché i giovani protestano per le strade». A scopo cautelare, pare che la Scilabra sarà affiancata – come Battiato – da una squadra di tutori, per difenderla «dagli orchi della formazione». Noi speriamo con tutto il cuore che l’intrepida giovane riesca a sconfiggere gli orchi lottizzatori (tra Shrek e compare Turiddu) rivelando apprezzabili capacità, ma non riusciamo a smettere di domandarci se un assessore dichiaratamente incompetente affiancato da tecnici competenti non sia operazione demagogica e costosa, oltre che perniciosa sul piano gestionale.

Zichichi, classe 1929, secondo Crocetta è giovane dentro: è una delle menti più giovani della Sicilia. Pare che Zichichi non abbia bisogno di badanti (non, almeno, dal punto di vista politico) e che possa occuparsi di cultura, di beni immateriali, di nuove tecnologie e persino di energia. La stessa che anima il nuovo governatore, il quale pensa di poter risanare il deficit in due o tre anni con un nuovo patto di stabilità, intende occuparsi di mobbing nei luoghi di lavoro, è attento alle quote rosa e chiede l’equiparazione normativa tra lo status di vittima della mafia e quello di alluvionato.

Facendo la media tra ventenni e ottantenni emerge un idealtipico assessore quarantaseienne di medie conoscenze e provata esperienza, verso il quale – a costo di apparire banale – Crocetta avrebbe fatto meglio a concentrare la sua attenzione prima che il Pd Antonello Cracolici, con un tweet perplesso, commentasse: “vedremo quanto durerà”. Noi, nel frattempo, restiamo preoccupati. Il confine tra politica e antipolitica è stato superato, sfociando nella politica negativa. Zichichi forse chiamerebbe in causa l’antimateria, i buchi neri, le particelle di Dio. Con mentalità da particella catastale più che da particella elementare, noi ci accontenteremmo di colmare i buchi di bilancio: viviamo in città intristite da rifiuti e buio, costrette a volte a vendere anche i carri funebri del servizio comunale (è accaduto a Caltagirone).
Antonio Ingroia è diventato editorialista del Fatto col suo diario dal Guatemala. Proponiamo ufficialmente un alternativo diario da Ficarazzi per seguire l’evoluzione della giunta Crocetta. In attesa della salvezza di una regione disperata, assediata da spettri debiti trattative, che si affida tra sconcerto e fiducia a nuovi sogni. O a nuove pericolose illusioni.


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