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Il silenzio della vergogna

vergognaAnna Lombroso per il Simplicissimus

Uno spettro si aggira, preoccupa il ceto partitico, inquieta piccoli e grandi potentati: il cittadino digitale. Sono finiti i bei tempi nei quali erano teleutenti, consumatori, e occasionalmente elettori, da persuadere, ipnotizzare, ricattare, blandire, minacciare, ma da quelle belle, comode, appartate distanze, da quelle stanze romite e segrete, a sancire una lontananza che doveva essere percepita come irraggiungibile superiorità, perbacco, che mica siamo come loro.
Adesso si sentono incalzati, spiati, addirittura controllati, ohibò, frugati e derisi. E si trovano inaspettatamente a misurare la loro permeabilità alla critica, la loro dipendenza dal consenso, la loro sudditanza dalla visibilità, la loro vulnerabilità alla critica così difficile da subire se si difendono soltanto interessi miserevoli, piccoli privilegi irrinunciabili, micragnose garanzie, in sostituzione di valori, ideali, passioni.

Così si scopre che stamattina, portando la buona novella del supremo sacrificio del presidente non abbastanza emerito, Bersani ha indirizzato un comando secco e perentorio ai suoi, tutti fedeli e traditori presto rientrati nei ranghi: spegnete Iphone e cellulari, siate irraggiungibili dall’esterno. Che per carità non vi arrivi l’echeggiare del malcontento, il sussurro del malessere, l’invocazione di aiuto. Che, non sia mai, vi tocchi la notizia del pensionato di settant’anni che si è dato fuoco come un bonzo davanti al supermercato., il tempio di consumi ormai irraggiungibili, di un benessere domestico perduto. Che non vi giunga la voce di quelli cui è stato negato ascolto, in qualsiasi lingua e dialetto parlasse, se chiede trasparenza, uguaglianza, onestà, competenza, solidarietà, insomma quella che avete riposto come fosse una polverosa paccottiglia di quella “sinistra” rimossa, rinnegata, irrisa, in nome della dinamica modernità.

All’anima della modernità, dei leader smart, della comunicazione cinguettata, della digitalizzazione e della semplificazione via banda larga, delle card, del Cud online, dell’obbligo di bancomat, se appena appena si sentono controllati, loro, che aspirano a entrare nelle nostre vite per spogliarle, manometterle, deciderne modalità, esigenze e inclinazioni, ecco che si sentono insidiati, minacciati, e hanno paura e si confrontano con la vulnerabile debolezza dei loro pensieri, delle loro effimere convinzioni, delle loro labili persuasioni.

Dice un proverbio chi ha pochi soldi sempre se li conta, chi ha bella moglie sempre se la guarda. Chi ha poco, così poco da sembrare ed essere prezioso, ha sempre timore che glielo portino via. A questo ceto un tempo intoccabile, è rimasto poco e quel poco è materiale, le macchine blu, i benefit, o rimborsi, i permessi per il centro, i regali e le regalie, il traffico di influenza tollerato e ostentato. Noi non possediamo nulla, ma abbiamo la passione, la rabbia, l’idea del futuro e gli mettiamo addosso una gran paura.


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