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Europa, denuncia di scomparsa

EuropaDa anni ci sacrifichiamo in nome di qualcosa che non esiste. Da anni in nome di questa inesistenza accettiamo che sia una banca, ovvero la Bce, a determinare le politiche continentali non rispondendo per statuto a nessuno, ma pretendendo che governi, istituzioni, popoli rispondano ad essa. Gli ultimi sviluppi della vicenda greca lo dimostrano al di là di ogni dubbio e forse dovrebbero indurre anche i ciechi a capire che da anni ci sacrifichiamo per salvare l’euro ovvero la fonte del potere della Bce e della finanza.

Che l’Europa non esista è stato sfacciatamente dimostrato anche ieri dal viaggio di Merkel e Hollande a Mosca per cercare di attenuare la crisi ucraina che la pochezza della cancelliera tedesca e del presidente francese hanno di fatto creato appoggiando, senza alcun criterio o autonomia, l’avventura Usa in Ucraina. Dov’era l’Europa? Dov’era la Mogherini ufficialmente ministro degli esteri? Non c’erano, così come non ci sono mai stati fin dall’inizio. Se davvero la Ue ci fosse stata avrebbe fatto da freno all’ennesima, falsa rivoluzione all’americana che adesso ci fa rischiare la guerra nucleare. No l’Europa non c’era affatto un anno fa, c’era solo la Nato e oggi ci sono la Germania e la Francia

Se la situazione non fosse tragica verrebbe da ridere di fronte al quadro paradossale e grottesco che si presenta: gli ultimatum della Bce alla Grecia si scontrano con il terrore americano che Atene si appoggi a Russia e Cina per superare la situazione di disastro economico in cui l’ha cacciata la Ue. Per questo domani la Merkel è stata convocata a Washington. Sempre lei, perché l’Europa è di fatto un espressione geografica: a lei in quanto azionista di maggioranza toccherà probabilmente il compito di indorare in qualche modo la pillola alla Grecia, nonostante sia la maggior responsabile di ciò che è accaduto. Altro non può fare ormai: tornare indietro sugli errori commessi e sulle tesi mediatizzate che li hanno consentiti, è politicamente impossibile per lei e per il suo partito.

L’Europa non cavalca un toro, ma una carcassa dove geopolitica e diktat della finanza la fanno da padroni, appena appena coperte da un velo istituzionale. Una situazione di menzogna continua riguardo all’economia, alla politica, alle relazioni col resto del mondo che si fa fatica ad ammettere pure nel nitore assoluto dei ricatti e delle impossibilità che finiscono per favorire i lepenismi di vari tipo e genere. Così una costruzione immaginata per evitare i conflitti e in qualche modo, sia pure insufficiente, orientata alla solidarietà si è trasformata nella pre condizione della guerra, nella cancellazione della democrazia reale e nello strumento ideale per far rinascere le ostilità tra Paesi.

Se l’Italia si ritroverà nelle stesse condizioni della Grecia, sottoposta ai medesimi supplizi e/o sarà spinta in una guerra che la distruggerà in quanto retrovia chi lo avrà deciso? La Merkel, Juncker, Draghi, la Nato per interposti guappi sguaiati e sobri beccamorti nostrani? Nessuno, lo avrà deciso un meccanismo infernale da cui ogni traccia di democrazia reale è stata lavata con la varechina. Lo avremo deciso noi non con le azioni, ma con le inazioni.

In effetti ho esagerato nel dire che l’Europa non esiste: non esiste quella sperata, immaginata o ancora ingenuamente sostenuta, ma disgraziatamente ha fin troppo vitalità quella negativa, la sua faccia oscura.  C’è quando non deve e scompare quando dovrebbe esserci.


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