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E’ legge il Fiction Act

61Anna Lombroso per il Simplicissimus

Si faccia avanti chi non è stato costretto a declamare la poesia di Natale in piedi sullo sgabello davanti a una platea di parenti estasiati. O chi non sia stato obbligato fino al ricatto ad assistere a saggi di danza di piccole ballerine, a rivedere innumerevoli volte la registrazione della partecipazione di ragazzini con le adenoidi infiammate allo Zecchino d’Oro.

In fondo abbiamo ben due leader politici che hanno iniziato la loro irresistibile carriera e il loro sodalizio con il pubblico dei tele-elettori con indimenticabili apparizioni alla Ruota della Fortuna e al Pranzo è servito.

In attesa dell’agognato passaggio al televoto come all’Isola dei Famosi, favorito dalla Radiotelevisione Unica a cura del Partito della Nazione,  avviato  a gamba tesa da  Ei Towers, la società controllata da Mediaset, che lancia un’offerta pubblica di acquisto e scambio da 1,22 miliardi di euro per prendersi le torri di trasmissione del segnale Rai, non scaglierò la prima pietra contro i papà e le mamme che hanno mandato i loro pargoli a  intrattenere i festanti partecipanti alla celebrazione del primo anniversario del Governo Renzi.

Né dirò, per carità, che si trattava di un evento che evoca altre cene eleganti, anche se l’intento di genitori musicofili a rendersi graditi al tiranno o tirannello potrebbe parere analogo a quello di familiari di aspiranti veline.

È perfino banale ricordare che l’unico dato immutabile di questo passaggio di regime in vigenza della crisi più grave che abbia attraversato l’Occidente, dall’impatto, altrettanto crudo, di una guerra, è rappresentato dalla presenza egemonica della componente mediatica e spettacolare, mutuata peraltro con una certa sapienza dai nemici della civiltà e dalla sceneggiatura dei  loro messaggi più o meno taroccati.

La visibilità, in sostituzione della reputazione, l’apparire, in sostituzione dell’essere, che hanno preso  il sopravvento ovunque,  da noi hanno assunto  tratti patologici per non dire aberranti, contagiando tutta la società, trasferendo non solo l’immaginario, le aspirazioni oltre ai desideri   e ai consumi,   e perfino le azioni pubbliche e politiche, insomma la realtà,   in un universo parallelo, ben oltre Debord, così  che  gli avvenimenti tendono a sparire dietro ai processi della loro rappresentazione, fino al paradosso dell’amministrazione della giustizia celebrata sul palcoscenico di Forum o delle nostre vite private officiate nei reality.

È ancora più spiegabile quindi la vanità di genitori che prestano i loro piccoli talenti per esaltare i fasti del governo in una iniziativa del partito di maggioranza, non dissimile dal coro di bambini che ha  accolto la visita ufficiale della star della Ruota, acclamata premier. Ma non è lodevole così come non è giustificabile la loro ira postuma per il trattamento incivile e inurbano riservato ai loro figli, oggetto di una lettera indignata molto condivisa in rete, come se fosse sorprendente addirittura inimmaginabile la reazione di un ceto che dimostra ogni giorno disprezzo per il bello, dileggio per la cultura, spregio della scuola, offesa all’arte e alla storia.

Un lettore a commento del mio post di ieri, (qui: https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/02/25/renzi-legalmente-al-di-la-del-bene-e-del-male/)

mi accusa di aver impiegato impropriamente il verbo “ammaestrare”, a proposito della lezione di cinismo e arroganza impartita dalla cerchia dell’eterna comparsa televisiva.  Ma mi pare un termine appropriato invece a proposito di innocenti mandati a esibirsi come  scimmiette, così come lo è per noi, che giriamo col piattino in mano al suono della pianola di un bullo prepotente e incompetente.

Ricordo un geniale bozzetto di Novello: ritrae la stanza di un giovinetto stipata di busti di Beethoven, di spartiti in disordine su strumenti musicali. La scritta recita: avviato dai genitori alla musica, il giovane si dedica di nascosto e nottetempo agli amati studi di ragioneria. Mi auguro che i ragazzini in questione stiano esprimendo vocazione e talento, più che ascolto alla smania di esibirsi,  loro e delle loro famiglie. Ma se non è così, speriamo si dedichino ad altri studi, perfino di ragioneria, per far tornare finalmente i conti truccati.

 


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