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Veryfurbi

Renzi e Berlusconi (1)A metà degli anni ’20, Thomas Watson il più celebre dei piazzisti americani, passato poi all’industria e inventore del marchio Ibm, disse che per vendere un buon prodotto bastava un commesso viaggiatore, ma per rifilarne uno pessimo occorreva un imbroglione. Ed è un’analisi quasi perfetta della nostra situazione: da quasi un quarto di secolo si alternano -con pochi intervalli – leader che in realtà non hanno quasi da nulla da vendere, per cui il loro stesso successo si risolve in un danno per il Paese.

Non è di certo un caso che il declino italiano cominci agli inizi negli anni ’90 quando il peggio delle classi dirigenti si incistò come una larva negli assetti tradizionali, nonostante i grandi cambiamenti mondiali, seguendo il progetto berlusconiano che era nient’altro se non la conservazione dell’oligarchia di fatto, un sottoprodotto locale del liberismo. Il meglio di quella classe dirigente a sua volta divenuta una serie di lobby e di clan, sempre meno portatori di idee politiche, non seppe mettere in piedi un progetto di autonomo rinnovamento italiano, trovando più comodo l’aggancio passivo al treno europeo che adesso sappiamo dove ci ha portato.

Proprio l’assenza di prospettive globali, l’incapacità di affrontare i problemi della società lasciandoli marcire, la stessa fatuità e incoscienza con cui ci si arrendeva ai precetti del pensiero unico aggredendo il lavoro e i suoi diritti, ha creato il vuoto ideale per far gonfiare a dismisura la mongolfiera del primo grande imbroglione che dietro di sé non aveva nulla se non la carta velina di pappagallesche chiacchiere d’accademia, patetico schermo attraverso il quale trasparivano progetti , umori, banalità del tutto personali. Tanto che proprio in funzione della agibilità, dell’impunità e della conservazione della roba, egli stesso ora butta a mare la corte dei miracoli e dei miracolati creata come impalcatura per il suo potere e per il proprio narcisismo.

Ci si sarebbe potuto aspettare che con l’arrivo della crisi e dei suoi rigori qualcosa cambiasse e la società italiana chiedesse, esigesse finalmente un progetto vero, un riscatto che demolisse il consociativismo vuoto e rapinoso che ha avuto come effetto finale solo la falciatura di diritti, tutele e salari: invece è accaduto che si cambiasse solo l’imbroglione, sostituendo quello vecchio e incartapecorito con uno nuovo, più aggressivo e ancor meno in grado di inventarsi nulla se non pretesti e cagnare per nascondere l’adesione totale ai diktat della troika che del resto ha lavorato e non poco, di facce e portafoglio, per farlo emergere dalla provincia catto massonica di provenienza.

Per di più nemmeno si è trattato di un regicidio, ma di una abdicazione lenta e concordata, nascosta e rivendicata assieme, talvolta condita dallacommedia del dissidio, che porterà vantaggi al clan Berlusconi (non certo a Forza Italia, ormai inesistente) e al clan Renzi. Purtroppo ciò che ci vendono è il nulla accompagnato da qualche veryschifezza per dirla con lo sbarazzino linguaggio dei cretini. Che non sono loro, ma chi ancora ci crede.


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